E’ POSSIBILE EVITARE LA SPESA DEL MONTAGGIO DELLE VALVOLE TERMOSTATICHE?

E’ POSSIBILE EVITARE LA SPESA DEL MONTAGGIO DELLE VALVOLE TERMOSTATICHE?

In merito all’obbligo di montaggio delle valvole termostatiche entro il 31 dicembre 2016 secondo il decreto di recepimento della direttiva 2012/27/UE sull’ efficienza energetica, cominciamo a prendere in considerazione la reale convenienza del loro montaggio, partendo da una considerazione dal punto di vista economico e riportando una simulazione del Sole 24 Ore la quale indica che, per un appartamento di 80 mq dotato di 6 caloriferi, servono 1055 euro di spesa tra montaggio valvole e adeguamento pompe di circolazione da portata fissa a variabile. Perciò  “stimando una riduzione media della temperatura interna di un grado (rispetto ai 20° previsti negli ambienti interni dal DPR 412/93) per effetto della termoregolazione, si otterrebbe un risparmio annuo del 7%”,  ben inferiore al risparmio  del 30/40% offerto da ELess.

Parliamo ora degli svantaggi ai quali si può andare incontro:

1. Possibilità di insufficiente calore erogato dal termosifone nel caso in cui il radiatore sia posizionato: 
– sotto una mensola di marmo
– incassato al muro
– chiuso parzialmente da mobili di grosse dimensioni
– racchiuso in copritermosifoni in legno (le valvole termostatiche tenderanno a chiudere prima del raggiungimento nella stanza della temperatura desiderata, per l’evidente accumulo di calore intorno alla testina termostatica).

2. Fastidiosa rumorosità dei termosifoni: in caso di non corretta installazione, quando la valvola si troverà in fase di chiusura, a causa dell’aumentare della velocità del liquido nelle tubazioni, possono crearsi dei rumori anche assordanti! 

3. Bloccaggio della valvola: dopo un lungo periodo di inattività, a causa dei residui presenti negli impianti non nuovi, e comunque nel caso di utilizzo di acqua non trattata negli impianti.

4. Disomogenea temperatura nelle  stanze: non è sufficiente regolare le valvole, o meglio, la regolazione di ogni valvola dell’appartamento andrebbe fatta in base alla singola temperatura della stanza che quella valvola e quel termosifone interessano, attraverso delle misurazioni: nel caso di un calorifero sovradimensionato rispetto al fabbisogno della stanza, paragonato ad un altro che, al contrario, potrebbe essere sottodimensionato, è ovvio che impostare lo stesso valore della scala graduata della valvola che va da 0 a 5, potrà essere corretto solo per uno dei due. Ancora una volta l’utente avrà la necessità di un intervento di un professionista, con conseguente ulteriore esborso di denaro, per delle misurazioni di temperatura e conseguenti diverse impostazioni delle valvole.

5. Non tutti risparmierebbero: poiché i costi del riscaldamento non sarebbero più calcolati sulla base delle sole tabelle millesimali, ma secondo una più giusta ripartizione con la conta del calore effettivamente prodotto dal singolo termosifone, ovviamente gli appartamenti posizionati nella posizione intermedia dell’edificio ne trarrebbero maggiori vantaggi, mentre quelli all’ultimo piano, a piano terra , con pareti esposte a nord o quelli con a fianco appartamenti sfitti ne sarebbero penalizzati economicamente. Tutto ciò con la facile previsione di un’impennata delle querelle condominiali.

Posto che con ELess si avrebbe una distribuzione del calore più omogenea, possiamo rispondere che SI’, è possibile evitare l’obbligo nel caso che NON determinino una reale efficienza e risparmio energetico o vi siano degli impedimenti di natura tecnica. Per far ciò occorre che un tecnico abilitato verifichi e garantisca la mancanza di convenienza dell’installazione dei dispositivi per la termoregolazione valutata con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459.

Questo per quanto riguarda gli impianti centralizzati.

Per gli impianti AUTONOMI, è OBBLIGATORIO SOLO  nel caso si sostituisca l’impianto della caldaia, si costruisca una nuova abitazione o si ristrutturi totalmente l’immobile.